Per questo progetto ho avuto il piacere di lavorare fin dalle prime fasi, a partire dal naming. L’obiettivo era creare un’identità che evocasse autenticità, semplicità e un forte legame con la memoria popolare romana. Così è nato Tranvetto Bistrot.
Il nome affonda le radici nella storia del quartiere: Tor di Quinto, oggi parte integrante della città, un tempo era considerato un luogo “fuori porta”. Fino agli anni ’30-’40, l’ultimo avamposto urbano era Ponte Milvio, da dove partiva il tranvai della linea 101, affettuosamente soprannominato “er tranvetto” dal popolo romano. Un mezzo che univa centro e periferia, passato e presente, storie di città e di campagna.
Ho voluto che questa narrazione storica e popolare fosse il filo conduttore dell’intera identità visiva.

Il logo richiama le insegne artigianali di una volta. Il risultato è un marchio caldo, familiare, che invita a riscoprire i sapori genuini e sinceri del passato.
Per la brand identity, ho scelto una palette cromatica che richiama i colori del ferro, del legno e della terra, con dettagli grafici ispirati alla segnaletica d’epoca e alle targhe smaltate delle stazioni tramviarie. L’atmosfera che ho voluto costruire è quella di un bistrot “di casa”, che racconta una Roma popolare e accogliente, fatta di piatti semplici, ricordi e chiacchiere sincere.
Lavorare a Tranvetto Bistrot è stato come fare un piccolo viaggio nel tempo, riportando alla luce storie dimenticate e trasformandole in identità visiva.





